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lunedì 18 giugno 2012

Una sacca porta-tutto di stoffa e una piccola salvietta...


...gialle e allegre...

Regali di Battesimo per un piccolino... :)

Spugna e cotone in tinta, nastrino, sbieco e due perline di legno!






E anche i colori delle confezioni del bagnoschiuma e della crema protettiva, sembrano proprio fatti apposta!





E' la mia marca preferita; la uso anche per i miei bambini, perché per i propri prodotti utilizza ingredienti naturali.

Per confezionare questo tenero e utile regalo, ho trovato la scatola perfetta (tra una delle tante conservate perché...possono sempre tornare utili!); abbellita con una striscia di pannolenci e due giri di spago. Tocco finale...una simpatica ranocchia! :)




Questo regalo e questa confezione mi piacciono davvero tanto! 
Senza contare che, cambiando colore e fantasia delle stoffe, si può adattare davvero a tutte le età, dai bimbi...ai grandi!

ps: si, lo so che le foto sono pessime! E me ne scuso...Ma sto studiando... :) Spero di ottenere presto dei risultati decisamente migliori. 

A presto

Chiara

lunedì 30 aprile 2012

La nostra esperienza con la varicella e qualche piccolo consiglio


Quest'inverno, all'asilo, c'è stata l'epidemia di varicella, e Riccardo l'ha presa.

Dopo due settimane, come da previsione del pediatra, anche Emanuele ha manifestato i primi segni di contagio. Più preciso di un orologio svizzero!

E' stato un mese pesante. Sia per i sintomi, che sono veramente fastidiosi, sia perché siamo stati costretti a rimanere chiusi in casa fino a completa guarigione.

Io ho cercato molte informazioni riguardanti questa malattia esantematica...in modo da poterla affrontare nel miglior modo possibile.
E questo ha comportato un notevole dispendio di tempo.

Desidero, perciò, ottimizzare il tempo speso, condividendo con voi (che siate alle prese con questa antipatica malattia, o che vi stiate solo documentando) quelli che sono stati rimedi e piccoli trucchi (e non informazioni di carattere medico, per le quali è necessario rivolgersi al medico o pediatra curante) che ci hanno aiutato a convivere con la varicella, e a superarla.

Alcuni sono tratti da esperienze altrui trovate sul web, altri da libri, altri ancora li abbiamo "scoperti" noi.

Ma eccoli, in rigoroso ordine sparso

1) Non desiderando utilizzare gli antistaminici (farmaci), abbiamo cercato di diminuire il prurito causato dalle croste tamponando la pelle con un decotto di elicrisio e con l'utilizzo dell'oleolito di elicrisio. Per avere informazioni precise, vi consiglio di rivolgervi ad una buona e ben fornita erboristeria.

2) Abbiamo seguito (solo) alcuni dei consigli presenti nel libro Medicina antroposofica familiare di Sergio Maria Francardo, quali: l'utilizzo di gocce omeopatiche a base di Rhus toxicodendron, sia per l'ammalato sia per chi, in famiglia, non fosse ancora immune; l'assunzione molto limitata di proteine, durante la malattia (troppe proteine, infatti, sembra che aumentino la sensazione di prurito).
Per quanto riguarda la prescrizione dei farmaci omeopatici, vi invito a rivolgervi ad un medico omeopata di vostra fiducia (aggiornamento: ad oggi consiglierei rimedi fitoterapici che, per esperienza con altri disturbi, abbiamo notato essere più efficaci).

3) A causa del prurito, anche la biancheria intima può essere mal sopportata...le mutande sono state temporaneamente sostituite con dei pantaloncini corti di maglina di cotone, che sono più larghi sulle gambe e non strisciano e non stringono (per le bambine, un vestitino senza biancheria sotto sarebbe l'ideale, se la stagione lo consente, perché si eviterebbe il fastidio che provoca anche solo l'elastico presente in vita di mutande o pantaloncini).

4) Abbiamo vestito i bambini con indumenti leggeri, per non farli sudare.

5) Le magliette col collo (anche se non stretto) sono state "abolite"; al loro posto abbiamo optato per felpe leggere con zip, almeno nei giorni in cui le pustole erano più fastidiose (non avete idea, o forse ce l'avete, di cosa significhi tentare di infilare o sfilare una maglia col collo ad un bambino con le bolle sulla fronte, o anche solo "arrabbiato" per il fastidio di tutte le bolle che ha sul corpo...).

6) Il modo più efficace, per noi, di distrarre i bimbi dal pensiero del prurito è stato quello di occuparli con giochi, letture, canti, e quello che ci veniva in mente man mano.
Guardare la televisione rendeva i nostri bambini più infastiditi dal prurito e più nervosi e annoiati... Probabilmente la "cura" migliore, era proprio quella di avere tutta l'attenzione di mamma e papà

7) Nei momenti più difficili, e anche quando eravamo in attesa dei medicinali, o aspettavamo che questi facessero effetto, il modo più efficace per lenire il prurito è stato...soffiare sulla parte che prudeva! :) ...e anche qui, il bello è che c'è stato un momento in cui dovevo soffiare e contemporaneamente leggere il libro...sembravamo dei matti! ;)

Spero vivamente che questi consigli possano tornare utili a chi fosse alle prese con la varicella.

...e ricordate...quando ci si è "dentro" sembra quasi un incubo...ma già a distanza di un mese e mezzo, a noi sembra passata un'eternità. Abbiate fede! :) Tutto passa...

A presto!
Chiara



sabato 24 settembre 2011

Balbuzie infantile: cari mamme e papà, NO PANIC...

Sinceramente non avevo mai pensato che anche noi saremmo passati per questa esperienza, e invece sì, ci siamo passati e (grazie al Cielo) felicemente usciti
parlo della balbuzie infantile dei propri figli (beh, per ora solo di uno, visto che Emanuele è ancora piccolino per questo tipo di disturbo; che poi, se non ci avrà a che fare, ne saremo ben felici!).

E visto che è stata un'esperienza che ci ha particolarmente preoccupati (almeno all'inizio), vorrei spendere qualche parola per aiutare, o almeno tranquillizzare, quei genitori che si trovano ora ad affrontare questo disturbo (transitorio nella stragrande maggioranza dei casi).

Ricordo ancora il giorno e il momento preciso in cui mi sono accorta che Riccardo aveva cominciato a balbettare. Poco più di un anno fà. Di ritorno da una bella giornata passata in un parco di divertimenti a qualche chilometro da casa nostra.
Ovvero, come cancellare di netto la spensieratezza di quelle ore, per venir catapultati in un futuro dai toni incerti.

Lo so che posso sembrare esagerata. Ci sono situazioni molto più gravi di questa, malattie che ti lasciano con un'angoscia enorme...Però ogni esperienza è a sé, specialmente se teniamo conto che noi stessi siamo uno diverso dall'altro, e quindi affrontiamo le situazioni ognuno a proprio modo.

Spero solo di non urtare la sensibilità di chi si trova in situazioni più dure di questa, ma, credetemi, nel momento in cui mi sono accorta di ciò che stava accadendo, mi sono spaventata non poco.
Perché certe cose sai quando cominciano, ma non sai se, e quando, finiranno...

Dopo i primi momenti di sgomento, abbiamo subito cercato informazioni sul web e tramite forum di genitori passati attraverso la stessa esperienza.
Per fortuna notizie rassicuranti: la balbuzie infantile è un fenomeno abbastanza comune nell'età compresa tra i 2 e i 7 anni, e per un'altissima percentuale è destinata a risolversi spontaneamente nel giro di qualche mese.

Anche il pediatra ci rassicurò consigliando di aspettare almeno 3 mesi, per vedere gli sviluppi della situazione.
Nel nostro caso quei 3 mesi passarono, ma la balbuzie no, o almeno non definitivamente. C'è voluto qualche mese in più, senza nessun intervento esterno, comunque...

Riccardo aveva cominciato a parlare "senza bisogno di interprete" (ovvero in maniera comprensibile a tutti, e non solo alla mamma, che di solito è l'unica a capire il primo linguaggio del proprio bambino) soltanto 3 mesi prima; se vogliamo, abbastanza tardi rispetto a molti altri bambini (anche se io penso che non ci siano bambini "pigri" né nel parlare, né nel camminare, ecc... ogni bambino comincia quando si sente pronto. Punto e basta).

Probabilmente aveva così tante cose da dire, e la consapevolezza di essere ormai in grado di potersi esprimere chiaramente, che avrebbe voluto dire tutto e subito; e le parole, forse, saranno diventate come un fiume in piena...difficili da gestire. Sembra uno scherzo, ma è una teoria ricorrente quando si cerca di capire il perché della balbuzie nei bambini.

Ricordo che mi si stringeva il cuore nel sentire quanta fatica facesse a pronunciare le prime sillabe delle parole, bloccandosi 3 o 4 volte sulla stessa parola, e sforzandosi all'inverosimile per riuscire. Si sentiva proprio la sua fatica. E forse anche la sua frustrazione.
Ma cercavo sempre di incoraggiarlo con un sorriso...dolce fuori, ma amaro dentro...

E' per questo che mi sento di dare qualche consiglio, gli stessi che sono stati dati a me (a noi), e che ci hanno aiutati ad affrontare questo piccolo terremoto famigliare...

- rimanete rilassati, senza correggere il bambino mentre parla balbettando. Fate quasi finta di niente;
- se l'entità del disturbo è importante, però, e il bimbo fa proprio fatica a pronunciare una parola, bloccandosi, si può pronunciarla al posto suo chiedendogli in tono tranquillo: "Era questo che volevi dire?" (così facendo non gli farete pesare il suo disturbo, ma gli farete capire che non ignorate la sua difficoltà e che siete pronti ad aiutarlo in caso di bisogno);
- non sentitevi in colpa pensando di aver causato questo suo disturbo;
- parlatene con amici e conoscenti con cui vi sentite a vostro agio: potreste scoprire di non essere i soli ad avere (o aver avuto) questo problema. E le esperienze di altri possono aiutare e rassicurare, specialmente se sono a lieto fine.

Spero tanto, con queste mie parole, di poter essere di aiuto a chi si trovasse nella medesima nostra situazione.
Non stancatevi di cercare informazioni, se questo vi fa sentire meglio.
E abbiate pazienza (tanta), molto probabilmente prima o poi il disturbo passerà (ve lo auguro di tutto cuore).

E oggi io so solo una cosa...Riccardo ha una parlantina tale che spesso mi vien da pensare che potrebbe benissimo fare l'avvocato!!! ;)
...anche se da mamma ex-impiegata-convertita-alla-creatività, spero che nella vita possa fare qualcosa di più "colorato" (senza offesa per gli avvocati, si intende! ;-)

ps: ripensandoci (eh si, perché la notte porta consiglio...), mi son detta "bando alle aspettative"; non importa ciò che sceglierà di fare, gli auguro solo, di tutto cuore, che la strada che sceglierà lo soddisfi e contribuisca alla sua felicità!

E scusate il "fuori tema".
Alla prossima! :)
Chiara

sabato 2 luglio 2011

Rimedio naturale: amido di riso contro il mal di pancia da... ingestione sabbia!

Si si, avete letto bene.
L'anno scorso, al mare, Emanuele si mangiava allegramente la sabbia.
Risultato? Ultimo giorno di vacanza con dissenteria, pianti inconsolabili e sederino rosso fuoco... :(

Quel pomeriggio sono dovuta tornare quasi subito a casa, dalla spiaggia, perché proprio non si calmava. E a casa...piangeva per il mal di pancia, e anche non appena si accorgeva che stavamo andando in bagno per lavarlo.

In più mi preoccupava molto il viaggio di ritorno. Già non era facile gestire i cambi con un lavandino a disposizione, figuriamoci con il solo ausilio delle salviettine umidificate; chissà che bruciore avrebbe sentito!!! :(

Per fortuna, invece, una giovane mamma di origine africana (non mi ricordo più il suo paese di origine, so solo che era madrelingua portoghese) mi ha consigliato un rimedio largamente usato nel suo paese: dar da bere al bambino l'acqua di cottura (non salata) del riso.

Data la mia preferenza nell'utilizzo di rimedi naturali, rispetto ai farmaci tradizionali (quando l'entità del disturbo lo permette, ovviamente), sono stata felice di aver ricevuto questo suggerimento "provvidenziale".

Io non so se sia stato solo quello, o se comunque la dissenteria era già in fase di guarigione...però il giorno dopo Emanuele stava bene, e il viaggio di ritorno è andato via liscio! :)

E meno male che lui aveva già sette mesi e quindi, essendo in età di svezzamento, ho potuto dargli senza problemi l'amido di riso.

Se conoscete mamme o papà di bimbi piccoli, potreste suggerire questo rimedio da "mettere in valigia" in caso di occorrenza.

ciao ciao :)
Chiara
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